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Quella domenica a Monza. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
mercoledė 02 aprile 2008

di Marco D'anella 

Questa storia è emblematica per descrivere gli ultimi 30 anni della Guzzi, è il classico "vorrei ma non posso" che ci ha accompagnato fino ad oggi.

Era il 1989 e la nostra Guzzi non se la passava niente bene, vivacchiava sugli allori (allora ancora freschi) della grande Guzzi che sfornava modelli e motori a tutto spiano nonchè faceva incetta di vittorie sui circuiti di tutto il mondo. Dicevamo, che invece quelli erano anni bui ma il vulcanico presidente (De Tomaso n.d.r.) assunse un dottore americano, tal John Wittner (per noi Dr. John) il quale portò in dote a Mandello una serie di innovazioni tecniche che lui stesso aveva messo a punto sulla sua moto permettendogli di primeggiare negli States in gare riservate ai bicilindrici (battle of twin).

Partì quindi con il Dr. John quel progetto che avrebbe portato alla realizzazione del modello Daytona prima e del V10 Centauro dopo con il motore a 4V per cilindro.

Tornando a noi, una domenica di quel 1989 si svolse una kermesse a Monza , la "due giorni internazionale" dove tra le altre si organizzò una gara battle of twin e dove la Guzzi iscrisse la moto messa a punto dal dottore. Sfoggiava dunque le teste a 4V ed un telaio cucito addosso al possente bicilindrico. Il pilota era Braunek e prima si qualificò al 2° posto in griglia dietro al solo Lucchinelli su Ducati 851 e poi in gara dominò letteralmente stracciando tutti. Si pensava che quello fosse l'inizio di un nuovo ciclo di dominio Guzzi nelle gare ( o meglio realisticamente di competitività) ma non solo quella gara la Guzzi non la vinse (si ruppe un cavetto a pochi giri dalla fine) ma non ebbe seguito nel mondo delle corse. Troppo budget occorreva per competere nel sempre più agguerrito mondo delle competizioni e non era quella la proprietà giusta ed il managment giusto per affrontare una simile sfida.

Oggi quasi un ventennio dopo c'è un piccolo team ed un piccolo grande uomo che ci sta facendo di nuovo sognare, il suo nome è Guareschi, che in sella alle sue Guzzi quasi prototipali messe a punto nelle sue officine bastona in lungo ed in largo qualsivoglia concorrente osi sfidarlo. Ha portato a casa il trofeo BOTT 2006 e 2007 e prestigiose vittorie a Daytona 2006 e 2007.

Che sia la volta buona? chissà mai dire mai, ora la Guzzi i soldi li ha e speriamo che il managment sia stuzzicato da questa sfida...

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Ultimo aggiornamento ( mercoledė 02 aprile 2008 )
 
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